giovedì, ottobre 30, 2008

Gioia e rivoluzione








Oggi, 30 ottobre 2008,
dopo l'ennesima carognata del governo,
così la scuola Sassarese ha risposto,
scendendo in piazza e manifestando
pacificamente, alla faccia di Kossiga
e dei suoi malvagi suggerimenti.

domenica, ottobre 19, 2008

S'iscola est finida!









La scuola è finita
S’iscola est finida!!!

Dopo la riforma Berlinguer
Dopo le tre “I” della riforma Moratti
Finalmente la Ministra Gelmini è riuscita a mettere in fin di vita la Scuola Pubblica!!
Mai più inutili maestre superflue! Addio alle scuole di periferia! Basta con lo spreco di denaro pubblico! Oggi ognuno faccia da sé: hai soldi? Tuo figlio studia! Non ne hai?? E chi se ne frega!!!! Avrai la scuola che ti meriti!!!!
Sei Sardo? E che ce ne importa!! Vuoi studiare la tua lingua? Non abbiamo i soldi per queste sciocchezze!! Hai pochi abitanti? E noi ti chiudiamo le scuole improduttive!!
Vuoi studiare l’inglese? Vuoi studiare l’informatica?? Hai i soldi? No??? Pazienza!!
Sei extracomunitario? Abbiamo il giusto ghetto dove relegare i tuoi figli!
Hai un figlio disabile???? Non ti puoi permettere assistenza specializzata? Pazienza!!!!
La riforma Gelmini colpisce tutta la società, a partire dalle sue fondamenta, e tutta la società deve OPPORSI a questa logica che crea solo cittadini di serie “A” e cittadini di serie “B”. Costruiamo insieme, studenti, genitori e insegnanti, una scuola sarda, popolare, pubblica, gratuita e obbligatoria fino ai massimi livelli dell’istruzione.

PRO S’ISCOLA SARDA ET DE TOTTUS

Comunicato di:
a Manca pro s’Indipendentzia
Setzione “Moncada” Tathari

venerdì, ottobre 17, 2008

Nausea

Effetti del passaggio del fuoco.

In certi momenti ho un pò di nausea, forse causata da presenze poco digeribili. Persone indigeste che sfoggiano sorrisi smaglianti e vocette infantili forzate, giusto per non far notare che ti stanno fottendo; si atteggiano a compagne sinpatiche per poi scaricarti lavoro senza compensi e aumentare i loro guadagni; persone false, insomma, che a me danno la nausea. Che aumenta di fronte a quelle antipatiche e brutte che osteggiano di sapere cose che solo a loro è dato di conoscere: esperte di informatica, archeologia, di tutto, di più, che si spacciano tutori per accrescere la cultura dei meno sapienti ma che in fondo ne sanno meno di loro. Si dichiarano comuniste e perciò danno del fascista a chi le contraddice e dalla loro superiorità fasulla ti raggirano per farti lavorare in più e gratis per lucrare al massimo loro. La nausea persiste quando scopri che chi hai di fronte è di bella presenza, sfrutta la sua posizione per organizzare lavori per uno stretto parente che già ha un lavoro di ruolo stabile, sapendo che gli altri, disoccuati, si sbattono disperati per sbarcare il lunario. E la nausea aumenta quando quella persona mi chiede il voto perchè ritenendomi di sinistra e lei è candidata nel PD. Quando poi riordinando le idee e mettendo a fuoco la situazione e che queste persone lavorano con me in una scuola come docenti ed educatrici il vomito arriva.

giovedì, ottobre 16, 2008

Sindrome di Stoccolma

Pancrazio illirico.

Tutte le scuole sono in fermento contro le riforme di questo governo sfacciatamente fascista razzista castigatore delle fasce più deboli e più povere, ma nella mia scuola le alunne/i non trovano di meglio che banali pulci. Con tutto quello che succede dentro le scuole loro scoprono di essere infestate dalle pulci, dopo che le aule ereditate da un’altra scuola, per portare a lucido tutti i collaboratori scolastici hanno sudato per settimane. Certo è più facile disimpegnarsi cercando una scusa per disinfestare, non andare a scuola e organizzare una festicciola casomai con tanto di sfilata di moda e vari ombelichi fuori. Ma le docenti, cosa gli hanno insegnato? Scappatoie strasversali? escamotage? furbizie per permettergli di non andare al lavoro? Comunque gli è andata male, il preside è riuscito a sistemarle nella centrale. Siamo un po’ stretti ma potrebbe darsi che lo stretto contatto con le poche mosche bianche considerate politicizzate faccia loro aprire gli occhi verso la realtà quotidiana e non quella finta dei canali televisivi di regime.

giovedì, ottobre 09, 2008

Comunicazioni dell'era del web


Le Poste Centrali di Sassari.

Una scuola con 800 alunni e più di cento insegnanti, dislocati in aule e laboratori su tre piani di un vecchio edificio, come fanno a comunicare con la direzione e la segreteria? Scartato il sistema dei barattoli collegati ad un filo di spago; scartato il sitema del tam-tam che disturberebbe le lezioni; scartato per la stessa ragione l’alfabeto morse utilizzando la campanella; scartato il sistema dei segnali di fumo alla apache perché il sistema anticendio non funziona e non-si-sa-mai (e pensare che l’assessore tecnico della Provincia, ente preposto alla vigilanzia e manutenzione della scuola, è l’ex-vicepreside dello stesso istituto); ritenuto inefficiente il sistema del messaggio “a voce”, poiché troppo spesso si rivela un inutile inseguimento attraverso corridoi, scale e laboratori; scartato il sistema dei citofoni perché ritenuto troppo avanzato tecnologicamente; come si è risolta la situazione? Il problema è bell’è risolto: dal centralino si chiama sul cellulare della persona ricercata (sempre che sia acceso e non l’abbia lasciato a casa). Tanto la bolletta telefonica la paga la Provincia.

sabato, ottobre 04, 2008

L'Editto delle Chiudende

La valle del nuraghe Corvos.


Recinzioni sul lago Temo.

6 ottobre 1820. Vittorio Emanuele I re di Sardegna promulga una legge per dirimere le controversie tra contadini e allevatori, chiamata Editto delle Chiudende. Con tale editto di fatto si passava dall’uso in comune delle terre ad un uso privato; cioè la legge consentiva ai coltivatori di chiudere con dei muri i terreni coltivati, in modo che le greggi lasciate al pascolo non invadessero le coltivazioni, arrecando danno al loro lavoro.
Purtroppo, come sempre, fatta la legge trovato l’inganno. I furboni e i ricchi latifondisti che avevano mezzi e uomini a disposizione, si affrettarono a chiudere i loro veri o presunti terreni, impossessandosi delle migliori terre come fertilità, presenza di sorgenti o bellezza e posizione.
Domani, 5 ottobre 2008, degli altri furboni cercheranno di annullare la legge salva(quelcherimane)coste, innalzando nuovi muri di cemento.
La storia si ripete, e tornano in auge i versi di Melchiorre Murenu, artista ottocentesco che pare sia stato trucidato da chi non sopportava d’esser messo alla gogna dalle sue rime.

Tancas serradas a muru,
fattas a s’afferr’afferra.
Si su Chelu fit in terra,
l’haian serradu puru!


Terre recintate con muri,
prese nella confusione dell’arraffa arraffa.
Se il Cielo fosse stato in terra,
avrebbero recintato anche lui.