Una scuola con 800 alunni e più di cento insegnanti, dislocati in aule e laboratori su tre piani di un vecchio edificio, come fanno a comunicare con la direzione e la segreteria? Scartato il sistema dei barattoli collegati ad un filo di spago; scartato il sitema del tam-tam che disturberebbe le lezioni; scartato per la stessa ragione l’alfabeto morse utilizzando la campanella; scartato il sistema dei segnali di fumo alla apache perché il sistema anticendio non funziona e non-si-sa-mai (e pensare che l’assessore tecnico della Provincia, ente preposto alla vigilanzia e manutenzione della scuola, è l’ex-vicepreside dello stesso istituto); ritenuto inefficiente il sistema del messaggio “a voce”, poiché troppo spesso si rivela un inutile inseguimento attraverso corridoi, scale e laboratori; scartato il sistema dei citofoni perché ritenuto troppo avanzato tecnologicamente; come si è risolta la situazione? Il problema è bell’è risolto: dal centralino si chiama sul cellulare della persona ricercata (sempre che sia acceso e non l’abbia lasciato a casa). Tanto la bolletta telefonica la paga la Provincia.
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